La storia di Stephen Hawking, il fisico che ci ha fatto conoscere l’universo

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Stephen Hawking, morto oggi nella sua casa di Cambridge all’età di 76 anni, aveva solo 17 anni quando venne affetto da un gravissimo handicap della parola e dei movimenti, dovuto a una malattia incurabile del sistema nervoso, la sclerosi amiotrofica laterale, una rara malattia che distrugge le cellule nervose e che provoca la paralisi progressiva dei muscoli motori volontari. Eppure, Hawking sarà ricordato per essere uno dei fisici più innovativi degli ultimi tempi. Quella che tanti avrebbero visto come una condanna e un motivo per abbandonare lavoro e ricerca, divenne per lui uno stimolo per portare avanti i suoi studi. Egli studiò prima ad Oxford e poi a Cambridge, dove, dopo essersi dottorato, rimase come ricercatore, diventando nel 1979 Lucasian Professor of Mathematics, posizione occupata nel passato da famosi scienziati come Isaac Newton e Isaac Barrow. Conosciuto per i suoi tentativi di unificare la relatività generale con la teoria quantistica e per i contributi alla cosmologia relativistica, il lavoro di Hawking ha riguardato la natura dei buchi neri e i suoi studi sulla relatività generale avvalorano la teoria che l’Universo ha avuto origine poco meno di 14 miliardi di anni fa da un’immane esplosione, il Big Bang. Egli è stato capace, nonostante la sua patologia gli impediva di comunicare in maniera efficace con il mondo esterno (Hawking ha passato, infatti, la maggior parte della sua vita su una sedia a rotelle e riusciva a parlare solo con un sintetizzatore vocale) di spiegare ai più, in modo semplice e comprensibile, concetti difficilissimi, come i buchi neri, il Big Bang e la curvatura dello spazio. Lo studioso ha avuto tre figli dalla prima moglie, Jane Wilde, sposata nel 1965. Alla fine del 1991, i due si separarono e il divorzio arrivò nel 1995, anno in cui Hawking sposò la donna di cui era da tempo innamorato, Elaine Mason, sua ex infermiera ed ex moglie di David Mason, l’uomo che costruì il suo sintetizzatore vocale. Tra i suoi libri più famosi: Dal Big Bang ai buchi neri, 1988; Buchi neri e universi neonati, 1993; The Nature of Space and Time, 1996; La teoria del tutto. Origine e destino dell’universo, 2004; La grande storia del tempo, 2005. Per i suoi contributi nel campo dell’astrofisica Stephen Hawking ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui i principali sono la Medaglia Eddington (1975), la Medaglia Albert Einstein (1979), la Medaglia d’oro della Royal Astronomical Society (1985), la Medaglia Pio XI dell’Accademia Pontificia delle Scienze (1975) e la Medaglia Paul Dirac (1987), ma non il premio Nobel per la Fisica.  Nel 2012 ha aperto le Paralimpiadi di Londra e due anni dopo ha contribuito – grazie ai figli e ai nipoti – alla celebre Ice Bucket Challenge lanciata fra i vip per raccogliere fondi per la ricerca sulla SLA. Stephen Hawking è stato anche protagonista al cinema e in TV. Ha condotto per Discovery Channel il programma “L’universo di Stephen Hawking”, approfondendo il tema della nascita dell’Universo. Nel 2014 la sua vita fu messa in scena sul grande schermo nel film “La teoria del tutto”, dove a interpretarlo è Eddie Redmayne, premiato con l’Oscar per il ruolo. Da Star Trek: The Next Generation a I Simpson, da The Fairly Odd Parents a I Griffin, da The Big Bang Theory a Futurama, Stephen Hawking ha preso parte a diverse serie che lo hanno reso un’icona anche agli occhi dei telespettatori più giovani, spingendoli a interessarsi al suo lavoro.

“Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi”. S.W. Hawking

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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