Alessandro Costanzo, 26 anni, è il nuovo Presidente di ASP Alumni

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Alessandro Costanzo, 26 anni, è il Presidente di ASP Alumni e manterrà questo incarico per i prossimi due anni. Nell’intervista, Alessandro racconta i suoi progetti futuri per ASP, che definisce una community non solo prestigiosa ma anche “molto viva”. Costanzo ci parla, poi, del suo percorso formativo in Italia e all’estero e delle esperienze che hanno segnato in positivo il suo percorso personale e professionale.

Buongiorno, parlami di te, del tuo background e della tua formazione.

Buongiorno Antonella, sono Alessandro Costanzo, ho 26 anni, sono di origine abruzzese e le mie passioni sono la tecnologia e l’innovazione. Ho studiato ingegneria elettronica al Politecnico di Torino ed ho poi deciso di intraprendere un programma di double degree tra il Politecico di Torino, appunto, e la University of Illinois at Chicago (UIC) per completare i miei studi, specializzandomi in nanotecnologie. Infine, ho avuto anche l’onore di essere stato uno studente dell’Alta Scuola Politecnica, dove la mia passione per l’innovazione ha avuto modo di arricchirsi e rinforzarsi. Oggi lavoro a Torino, nella multinazionale tedesca Robert BOSCH GmbH.

Raccontami le esperienze all’estero che hanno particolarmente segnato il tuo percorso di crescita personale e professionale?

Dal punto di vista professionale, l’esperienza che mi ha particolarmente formato è stata quella in Germania, nella seconda metà del 2016, durata sei mesi. Posso dire che è stata determinante perché ho imparato molto dall’etica del lavoro tedesca e dal rispetto per il lavoro come attività edificante. Sono cresciuto moltissimo in quel periodo: i tedeschi sono grandi lavoratori e lo dimostrano diversamente da noi italiani. Loro riescono sempre ad organizzarsi come squadra, in maniera costruttiva, e a portare avanti le decisioni prese nel collettivo.

Dal punto vista personale, l’esperienza più significativa è stata l’anno di studi in America. Lì sono riuscito ad iniziare e terminare il mio progetto di tesi ma, soprattutto, sono cresciuto dal punto di vista culturale. La cultura americana ha molti punti in comune con quella europea ma è anche molto diversa e il venir a contatto con altre culture ti fa imparare il rispetto per quella che comunemente chiamiamo “diversità”. Inoltre, la didattica americana dà mille opportunità, tante risorse agli studenti, saranno momenti che porterò con me tutta la vita. Inutile aggiungere che un anno vissuto a Chicago mi ha fatto sperimentare la vita in una vera metropoli, oltre a migliorare decisamente il mio inglese.

Costanzo_quozientegiovani

Cosa ti ha fatto tornare in Italia?

Avendo preso un titolo americano ed un permesso lavorativo temporaneo, sarei potuto rimanere a lavorare oltreoceano come alcuni miei amici hanno fatto. Tuttavia, in America, valorizzano soprattutto i titoli di studio ottenuti negli States quando si valuta un’assunzione. Io sono laureato in buona università americana ma le esperienze educative ed i titoli perseguiti in Europa vengono considerati meno. Per questo ho deciso di rientrare in Europa per cercare lavoro, poi ho ricevuto l’offerta in Italia, presso la BOSCH, che mi ha anche permesso di fare un’esperienza in Germania.

Cosa fai in BOSCH, di cosa ti occupi?

Sono sales manager e team leader, coordino un piccolo team commerciale. Lavoro a stretto contatto con il sales director, supportandolo nella definizione della strategia per il raggiungimento dei target. Ho una responsabilità diretta sui business strategici e nella vendita di Powertrain elettrici, centraline controllo motore e sistemi di iniezione diesel per veicoli commerciali leggeri.

 Sei da poco il nuovo Presidente di ASP Alumni. Cosa c’è nel futuro di ASP? 

Si, sarò in carica per due anni, il 2018 e il 2019. Insieme alla giunta attuale abbiamo la responsabilità di gestire quella che a mio parere è una community prestigiosa e molto viva grazie anche ai forti legami che si vengono ad instaurare già tra gli studenti della Scuola. ASP, infatti, punta molto nel creare un senso di appartenenza che si preservi anche dopo il termine degli studi, oltre a fornire dei corsi e della didattica di assoluto livello. Tuttavia, l’associazione è giovane – questo è il suo undicesimo anno di attività – e dobbiamo dunque puntare ad instaurare partnership, per crescere, valorizzare e diffondere ancora di più, a livello internazionale, la conoscenza della rete di ASP, chi siamo e cosa facciamo. Inoltre, è ancora tutto work in progress ma ci piacerebbe fare un grande evento dove invitare ospiti di alto livello per farli intervenire su tematiche di attualità, mostrare i risultati dell’associazione ottenuti fin qui e dove vorremmo essere tra qualche anno, premiando anche gli alunni.

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Nuovi progetti per il tuo futuro?

Ho da poco intrapreso l’esperienza di coordinatore commerciale per cui, per adesso, voglio proseguire in questo settore per approfondire le mie competenze di business. Non nego che mi piacerebbe tornare su qualche progetto legato all’innovazione tecnologica, che resta la mia passione.

Che consigli daresti ai giovani che hanno i tuoi stessi interessi?

La sfida più grande dei ragazzi che entrano nel mondo del lavoro oggi è essere pronti ad una competizione globale. Dobbiamo competere con i migliori studenti da tutto il mondo e per questo bisogna farsi trovare pronti e preparati. Dobbiamo essere cittadini del mondo, sempre aperti a nuove opportunità, ovunque siano sul pianeta. Avere sempre voglia di imparare alimentando continuamente il proprio processo di apprendimento e mettersi sempre in gioco sono altre due caratteristiche chiave in un mondo di continuo cambiamento in cui viviamo oggi. Ciò implica spesso l’uscita dalla propria confort zone, dove si impara più in fretta e si può sognare in grande. Se i nostri sogni non ci spaventano vuol dire che non sono abbastanza grandi.

In che modo il quoziente giovani fa la differenza?

Secondo me quello che un giovane deve fare per restare tale è interrogarsi sempre sullo status quo, mettersi sempre in discussione e avere coraggio di sperimentare. Noi giovani di oggi dobbiamo avere la volontà di creare ed aver un impatto positivo per la società nella quale viviamo. Qualche anno fa la nostra società era molto più individualista, oggi invece è fondamentale sentirsi parte di un insieme e pensare al prossimo.

@AntonellaMelito

 

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