Sergio Gaudio: un italiano nel gruppo Ligo Premio Nobel per la fisica

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Sergio Gaudio è il giovane italiano che ha lavorato nel team scientifico che ha realizzato l’antenna Ligo e che si è aggiudicato ieri il premio Nobel per la fisica. Il Nobel per la fisica è stato assegnato ieri mattina agli scienziati Kip Thorne, Rainer Weiss e Barry Barish, che hanno contribuito a scoprire le onde gravitazionali. Fu Einstein il primo a prevedere questo fenomeno con la teoria della relatività e ad osservarlo per la prima volta nel 2015 è stata l’antenna americana Ligo, alla quale collabora appunto Sergio Gaudio.

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Un premio ma soprattutto una scoperta che ha riempito d’orgoglio e di soddisfazione tutta la comunità italiana negli Stati Uniti ed anche il nostro paese: tantissimi i messaggi di congratulazioni e complimenti ieri hanno riempito la pagina social di Sergio Gaudio, conosciuto anche per essere un dirigente del Partito Democratico, di cui è il responsabile negli USA. Ci inorgogliscono anche i tanti scienziati italiani, almeno duecento, che hanno collaborato a questa scoperta lavorando per l’antenna italiana Virgo, strumento dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che si trova a Càscina, in provincia di Pisa, peraltro menzionata nell’annuncio del premio.

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Sergio Gaudio entra a far parte del gruppo Ligo circa due anni fa. Sul sito di AGI, solo alcuni giorni fa, Gaudio ha provato a spiegare l’importanza della scoperta: “Per la prima volta due strumenti molto particolari, gli interferometri LIGO e Virgo, sono riusciti a vedere, nello stesso momento, le perturbazioni del campo gravitazionale prodotte da un evento cosmico. È una novità assoluta che ci aiuterà non solo a comprendere meglio l’origine del fenomeno, ma anche a spiegare e a interpretare meglio le leggi che regolano l’Universo“. Sergio Gaudio ha sottolineato inoltre – in un’intervista a Radio Radicale – quanto sia certamente importante ricevere un riconoscimento come un Premio Nobel ma quanto sia fondamentale che questa scoperta abbia avuto e stia avendo una rilevanza mediatica, sia perché lui stesso la ritiene una delle scoperte più clamorose in campo scientifico e fisico, sia per il lavoro svolto dall’intera equipe. Una scoperta che permetterà di fare una mappatura dell’universo, di capire come l’universo si espande, come si modifica. Un risultato che cambierà l’astronomia negli anni a venire“. A leggere il racconto di Sergio Gaudio, ci si emoziona man mano che si prosegue con la lettura: ” Il “chirp” ascoltato la prima volta nel 2015 è stato entusiasmante: abbiamo ascoltato l’eco del rumore prodotto da una vibrazione dello spazio-tempo. […] Sapevamo già che lo spazio si potesse curvare, lo sapevamo seguendo la deflessione del cammino della luce, lo sapevamo dalla correzione del periodo dell’orbita di Mercurio intorno al Sole, non avevamo mai verificato sperimentalmente, che quello spazio potesse subire delle fluttuazioni, in modo molto approssimato, ma per capirci, alle onde che l’acqua forma quando cade un sasso in uno stagno. Finalmente, noi possiamo sentire quel rumore, possiamo ascoltarlo, grazie alla rilevazione delle onde gravitazionali. Fino al 14 di agosto di quest’anno, però riuscivamo ad avere solo una vaga idea da dove quel suono provenisse…”.

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Quello che sembrava un fenomeno trascurabile si è invece rivelata una grande scoperta nel mondo della scienza, tanto da meritare il Premio Nobel per la fisica. Conclude Gaudio nel suo articolo “[…] questo è un momento storico per il campo dell’astronomia gravitazionale e questo rilevamento non può che far gioire francesi e italiani che su Virgo hanno investito grandi risorse per rendere operativo l’interferometro di Cascina  ed è non solo il coronamento di un lungo viaggio […] ma soprattutto apre la via per le esplorazioni future”.

Grazie Sergio, sei un esempio per tanti giovani scienziati e ricercatori italiani. Ad maiora.

@AntonellaMelito

Antonella qg

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