Capaldo, 26 anni, premiato al Congresso Nazionale della Società Chimica Italiana

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Luca Capaldo, 26 anni, è il secondo classificato del Reaxys SCI Young Researcher Award 2017. Dopo aver conseguito la laurea in Chimica, Luca ha intrapreso il percorso di Dottorato in Scienze Chimiche e Farmaceutiche. Attualmente Luca fa ricerca nell’ambito della Chimica Ecosostenibile. Nell’intervista Luca sottolinea l’importanza di finanziare il settore della ricerca in Italia ed elenca alcuni consigli a giovani come lui appassionati del settore.

Buongiorno, dimmi qualcosa di te, quando sei nato, dove hai studiato e dove vivi.

Buongiorno, mi chiamo Luca Capaldo e attualmente sono un Dottorando in Scienze Chimiche e Farmaceutiche del XXXI ciclo all’Università di Pavia. Sono nato a Milano e ho 26 anni. La mia   formazione è prevalentemente scientifica: a Pavia ho conseguito la maturità al Liceo Scientifico Niccolò Copernico nel 2010 e mi sono laureato in Chimica nel 2015.

Crede che ti trasferirai all’estero o resterai in Italia?

Attualmente vivo e lavoro a Pavia, ma prevedo di effettuare viaggi all’estero per scopi lavorativi, al termine dei quali credo che tornerò in Italia.

Di che tipo di ricerca ti stai occupando attualmente?

Faccio ricerca nell’ambito della Chimica Ecosostenibile, detta anche Chimica Verde: in particolare, cerco di sfruttare il reagente più ecosostenibile di tutti, cioè la luce, anche quella solare, per innescare reazioni chimiche, soprattutto quelle per formare legami carbonio-carbonio. Si può dire che nel nostro laboratorio cerchiamo di imbrigliare l’enorme energia contenuta nella luce e convogliarla in processi chimici molto selettivi.

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Che tipo di risvolti concreti può avere questa ricerca?

Sicuramente l’abbattimento dei costi, sia economici sia ambientali, della chimica. Per diverso tempo la società ha guardato i chimici sotto una luce sinistra, quasi come fossero degli stregoni. La mia ricerca dimostra che il chimico, soprattutto oggigiorno, cerca di venire incontro alla società fornendo alternative sintetiche più ecosostenibili, ma non per questo meno efficaci. La luce è un compromesso ideale: permette di fare reazioni efficaci e al contempo ecosostenibili.

Da chi ha avuto finanziamenti la tua ricerca?

Ho una borsa di studio del MIUR e sono inserito all’interno di un progetto di Scientific Independence of Young Researchers.

Le difficoltà che hai incontrato?

In un lavoro come il mio ci sono due tipi di difficoltà: quelle di natura scientifica e quelle di natura “morale”. Le prime sono inevitabilmente destinate ad essere più o meno facilmente scavalcate; sono le seconde quelle più dure da superare per un giovane chimico. Fare ricerca, per definizione, non vuol dire sempre trovare qualcosa: bisogna saper gestire le frustrazioni e non farsi mai sopraffare da queste. La motivazione e la determinazione sono tutto.

Sei uno dei tre vincitori del Reaxys SCI Young Researcher Award 2017, mi racconti questa esperienza?

Per applicare al bando del premio bisognava scrivere un saggio su come Reaxys, un database vastissimo di letteratura scientifica, fosse stato fondamentale per la mia ricerca; effettivamente era stato una manna dal cielo per il lavoro che avevo appena pubblicato. Ho dovuto raccontare come e perché e credo che sia stato riconosciuto questo nel saggio che ho proposto per candidarmi. La premiazione è avvenuta al XXVI Congresso Nazionale della Società Chimica Italiana davanti a 1200 colleghi: un’emozione indimenticabile!

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Come miglioreresti il settore della ricerca in Italia?

Può essere banale e scontato, ma la risposta può facilmente essere trovata nei motivi degli scioperi che si stanno verificando in questi giorni in università. La ricerca non può funzionare senza fondi e questo vale soprattutto per la ricerca di base; tutto il resto deriva più o meno indirettamente da questo: strumenti datati, personale di ricerca depauperato di nuove leve che, valutando la situazione, preferiscono andare all’estero, in paesi dove la ricerca è considerata un bene prezioso per il progresso.

Che consigli daresti ai tuoi coetanei che hanno i tuoi stessi interessi e aspirazioni?

Curiosità, motivazione e determinazione: non perdetele mai! Non lasciate che le frustrazioni, che sono sempre passeggere, modifichino il modo di vedere il vostro lavoro. Più grandi saranno le frustrazioni, maggiore dovrà essere la vostra voglia di riscatto. Garantisco che quando riceverete anche una piccola soddisfazione, la ricorderete per molto tempo.

In che modo il quoziente giovani fa la differenza?

Rischio di ripetermi, ma avere 26 anni ha un vantaggio: essere caparbi e determinati all’inverosimile. Nella scienza, e credo che questo sia condivisibile da tutti, la caparbietà aiuta molto. È vero anche che aiuta avere la saggezza di riconoscere quando un progetto è destinato a non portare da nessuna parte. Posso dire che, per quanto mi riguarda, la scienza non scende a compromessi: o la si fa al meglio delle proprie possibilità e capacità, o non la si fa. Per me farla significa capire, investigare, perdere ore davanti al disegno di una molecola per comprendere in che modo sia possibile trasformarla in qualcosa di utile. Non ho la presunzione di affermare che questa sia una mia “capacità”, ma credo di poter dire con tranquillità che sia una mia passione.

@AntonellaMelito

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