Grazie ai Millenials di Quoziente Giovani che ci insegnano ad andare oltre restando in Italia

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Ad un anno dalla nascita di Quoziente Giovani, dopo decine di interviste a giovani talenti italiani e giovani imprenditori, vogliamo salutare i lettori per la pausa estiva e darci appuntamento a settembre con una domanda, stavolta rivolta da chi scrive a chi scrive.

Antonella, qual è l’insegnamento che possiamo cogliere dai giovani talenti italiani intervistati in questi mesi?

Quello di essere capaci di andare oltre. Oltre le possibilità, oggi limitate, che ci offre il nostro paese. Allo stesso tempo, a provare a farlo, restando in Italia. Si parla sempre delle centinaia di ragazzi e ragazze italiani che decidono di andare all’estero per le poche chances di successo che può offrire la propria nazione. Quoziente Giovani, attraverso i racconti sul blog nato un anno fa, si è focalizzato invece sui tanti talenti che decidono, altrettanto faticosamente, di rimanere in Italia. La mia generazione, che è quella delle tante persone intervistate in questi mesi, quella dei millenials, ovvero i nati tra gli anni 80 e i 2000, è una generazione capace di mettersi in gioco. E’ una generazione capace di sfidare l’impossibile. Svegliarsi un giorno si e uno no, leggendo sulle prime pagine di tutti i giornali il dato della disoccupazione giovanile, vi posso assicurare che non è assolutamente confortante. In base ai dati Eurostat, la disoccupazione giovanile italiana a giugno è scesa di poco più di un punto percentuale, si attesta quindi intorno al 35,4%. E’ un dato che spaventa. E’ un dato per lo più immobile da mesi. Eppure i millenials non hanno tempo per piangersi addosso, non hanno tempo di ascoltare le promesse o di compiacersi per i contentini. I giovani italiani sanno di dover affrontare ogni giorno una sfida che è più grande di loro: utilizzare il loro ingegno, i loro talenti, per risollevare le sorti di un intero paese. Questa è una sfida che appartiene a tutti i giovani della mia generazione. Siamo giovani donne e giovani uomini che certamente non possono fare progetti a lungo termine ma che sono capaci di reinventarsi sempre. Siamo quelli nati e cresciuti tra i cambiamenti tecnologici e abituati a vivere in un mondo fatto di digital innovation, sharing economy e comunicazione digitale, fatta di centinaia e centinaia di contatti virtuali sparsi in tutto il mondo. Quando pensiamo di poter riuscire anche in Italia, non lo facciamo spinti dalla paura di travalicare i nostri confini, ma con la consapevolezza di far parte di un mondo che si fa sempre più piccolo. Sono le nostre esperienze, gli Erasmus, l’indole a viaggiare quando ne abbiamo l’opportunità, il mantenere contatti con quella persona oltreoceano conosciuta all’università, che ci fanno avere una visione globale delle cose intorno a noi, pur rimanendo in Italia. Siamo quelli più connessi ad internet, anche per imparare sempre e in ogni momento. Siamo quelli consapevoli che il nostro paese può tornare ad essere all’avanguardia in tanti settori se sarà capace di valorizzare le giovani menti italiane, se sarà capace di sperimentare i nuovi lavori, come l’industria 4.0 o l’e-commerce per portare in tutto il mondo le eccellenze italiane. E allora si, forse lo sogniamo il posto fisso, come quello di mamma e papà, ma in fondo siamo consapevoli di essere una generazione forte, che con impegno e passione può essere capace di rivoluzionare il mondo. Siamo, probabilmente, tra le generazioni più complicate degli ultimi decenni, capaci di odiare e amare allo stesso tempo il mondo nel quale viviamo. Tutti dovremmo imparare dai millenials: ad andare avanti anche quando hai una società che ti rema contro, anche quando prendi consapevolezza che le generazioni precedenti alla tua, quelle dei nostri genitori, sono state forse un pò egoiste e sono state poco capaci di facilitare il passaggio generazionale, hanno, probabilmente, più preso che dato! Si continua a parlare di noi come la generazione nata nel benessere, quindi viziata e coccolata; io credo che noi, invece, siamo molto di più. L’insegnamento che ci danno quindi i tanti millenials di Quoziente Giovani penso sia questo: quello di fare nella vita ciò che si è, piuttosto che essere ciò che si fa. Lavorare perché trainati da una passione, perché spinti da un sogno o perché consapevoli che se non dai il 100% ogni giorno non ce la fai ad andare contro la corrente negativa nella quale navighiamo. E per fare quello che siamo dobbiamo avere coraggio, dobbiamo prenderci cura della nostra sensibilità, dobbiamo rimanere con i piedi ben piantati per terra e ricordarci ogni giorno che non possiamo starcene con le mani in mano. I giovani talenti che ho intervistato quest’anno sono quelli che hanno da raccontare a tanti altri millenials che, a causa di minori possibilità o minore forza d’animo, non hanno ancora trovato la loro strada. Abbiamo raccontato storie bellissime, di giovani che hanno saputo creare qualcosa di bello e di importante per il nostro paese partendo da una semplice idea o dal proprio talento. Storie come quella delle sorelle Feleppa, due giovani gemelle di 23 anni, che unendo le loro capacità artistiche e creative hanno lanciato il loro brand Made in Italy. O ancora, Julianto Imprescia, un giovane che ha creduto nella rinascita della Società Piemontese Automobili, gettando le basi per il ritorno dello storico marchio torinese grazie al bicicletto. Abbiamo chiuso il programma di interviste prima della pausa estiva con quella al neoeletto Presidente di Confindustria Giovani, Alessio Rossi, che ha spiegato l’importanza di sostenere gli under 30 italiani attraverso la decontribuzione totale per chi assume giovani e le prossime sfide dei giovani imprenditori italiani.

Da settembre continueremo con molte altri racconti di vita e di passioni di giovani promettenti che ci insegneranno ad andare oltre, a sfidare se stessi e le difficoltà che oggi vive l’Italia.

Il sogno è che il nostro paese torni ad essere grande nel mondo, la consapevolezza è quella che le menti e le passioni di noi giovani italiani hanno tutte le potenzialità per realizzarlo.

@AntonellaMelito

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