I fratelli RDS: 100% grandi successi

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Andrea, Alessandro e Massimiliano Montefusco sono i tre fratelli di Radio Dimensione Suono. Nata nel 1978 da un’idea di Eduardo Montefusco, oggi RDS non è solo una radio ma ha saputo cambiare paradigma e sviluppare i propri contenuti anche sui canali social, diventando una vera e propria entertainment company. Oltre ai social network, RDS ha saputo puntare anche sui giovani, sull’innovazione e sulle startup, creando RDS Academy ed RDS Start-Up Lab. Andrea, Alessandro e Massimiliano Montefusco nell’intervista dispensano importanti consigli a giovani talenti con voglia di emergere.

Buongiorno, ditemi di voi, cosa avete studiato e che ruolo avete in RDS.

Andrea: ho studiato economia, spinto dalla mia passione per i numeri e per i processi. Oggi sono buyer e sono il responsabile di gestione e controllo di RDS.

Alessandro: ho studiato sociologia. La mia passione è la musica ed i format radiofonici e oggi sono station manager.

Massimiliano: mi sono dedicato a studiare lettere e filosofia e Scienze della Comunicazione. Oggi sono general manager di RDS e sono appassionato di tecnologia, è lì che vedo la vera innovazione.

Come nasce RDS?

Rds nasce nel 1978 come piccola emittente di quartiere. Possiamo dire che nostro padre è stato uno dei 7.000 startupper dell’epoca che ce l’ha fatta! La sua capacità di visione, la passione per la musica, la competenza commerciale ed il coraggio di rinvestire tutto per la costruzione della rete in tutta Italia, hanno permesso ad Rds di crescere e di diventare quello che è oggi. In quasi 40 anni di storia, infatti, la reputazione del brand è cresciuta e grazie alla collaborazione con i grandi artisti nazionali ed internazionali è diventata la realtà leader di oggi. RDS è un entertainment company, che conta circa 5 milioni di ascoltatori tutti i giorni, ha oltre 1 milione e mezzo di follower sulle piattaforme social, 1 milione di utenti sulla piattaforma web e 500.000 utenti sull’app.

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Come avete innovato la vostra radio e quali novità avete apportato nella vostra azienda?

Ti è mai capitato di partecipare ad un evento e viverlo in maniera totalmente passiva? Un evento durante il quale non hai fatto altro che controllare sempre la lancetta dei secondi con la speranza che il tempo passasse più velocemente possibile, perché non ti sentivi coinvolta emotivamente? Noi conosciamo bene questo problema, perché ci è successo esattamente questo durante molti eventi ai quali abbiamo partecipato. Ci siamo quindi posti la domanda: per quale motivo a volte un evento di intrattenimento risulta noioso ed interminabile? Questo accade perché il coinvolgimento risulta essere parziale: troppo spesso ci si occupa solo del contenuto dell’intrattenimento e non di tutto il processo organizzativo. In passato RDS si è dedicata certamente a perfezionare i contenuti audio; oggi, invece, prestiamo attenzione anche alla multimedialità. Negli ultimi anni abbiamo cambiato posizionamento e ci siamo proiettati ad essere una entertainment company: questo vuol dire sperimentare e strutturare format di intrattenimento su più piattaforme, cercando di connettersi anche al territorio e agli utenti ai quali ci rivolgiamo.

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Mi state dicendo che oggi RDS non è solo una radio?

Il vecchio modo di ragionare era l’eccellenza audio, perché il canale principale era l’FM. Abbiamo voluto cambiare il paradigma, seguendo lo sviluppo e l’evoluzione dei contenuti sui social, ovvero ipertesto tramite Facebook e Twitter, foto grazie ad Instagram, video grazie a YouTube e a breve ci sarà la VR. Quello che abbiamo voluto fare è stato ed è focalizzarci anche su altre competenze, il nostro approccio mentale ed organizzativo è completamente diverso. L’FM oggi è solo uno dei tanti canali di distribuzione, ma oggi vogliamo puntare anche sull’innovazione e su nuovi strumenti di selezione dei giovani che lavorano per RDS. Per questo abbiamo fatto nascere RDS Academy, RDS Startup Lab ed RDS Startup plus.

Ditemi di RDS Academy, RDS Start-Up Lab e il mondo Innovation. Oggi come vengono selezionati gli speaker di RDS?

RDS Academy è l’unico Talent show radiofonico al mondo, una vera e propria accademia che forma e racconta il training in una modalità di intrattenimento. Il vincitore o la vincitrice avranno in premio un vero e proprio contratto di lavoro: è tramite RDS Academy che selezioniamo i nuovi speaker. L’ultimo vincitore, l’anno scorso, è stato Valerio Scarponi, che ha 27 anni. Tra le altre iniziative che realizziamo per creare competenze c’è RDS Startup Lab: è rivolta a tutti coloro che hanno un’idea sul mondo della musica e sull’intrattenimento; ai partecipanti diamo la possibilità di vincere una borsa di studio di 35.000 euro, per formarsi alla Santa Clara University, stare 3 mesi in Silicon Valley. Una volta acquisite competenze e sviluppato networking, si torna in Italia e, grazie alla nostra mentorship, si lancia la propria Startup. Un’altra iniziativa è RDS startup Plus, ovvero permettiamo ad una startup che vuole scalare a livello mondiale di partecipare all’accellerator program del Venture Out New York: diamo la possibilità di fare un pitch nel modello anglosassone davanti a tutti gli acceleratori ed investitori degli Stati Uniti d’America.

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Quanto resta importante per voi uno strumento di comunicazione come la radio nel 2017, epoca che utilizza maggiormente video e social network come mass media?

La radio ha la fortuna di abbinarsi perfettamente ai nuovi dispositivi digitali, è fruibile in mobilità, dove per noi incide per il 65% ed entra fino al punto vendita, l’ultimo miglio del processo di acquisto del consumatore. Inoltre, la radio è un mezzo duttile, pervasivo ed uno dei primi modelli di community, fin dagli anni Settanta. Oggi è uno strumento che è stato capace di amplificarsi e perfettamente integrato anche alla filosofia dei social. La radio è stata capace di re-inventarsi e di rinnovarsi.

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Nuovi progetti per il futuro?

Quest’anno, a settembre, andrà sul canale Discovery Real Time, sul nostro canale video RDS.it, sull’app, sull’fm e sui canali social un nuovo format crossmediale. È un format che entra anche in forte contatto con i nostri partner commerciali, ad esempio i video provini possono essere realizzati all’interno di una catena commerciale sul territorio italiano. Inoltre, come novità di quest’anno, abbiamo strutturato un nuovo circuito pubblicitario che aggrega le eccellenze territoriali a livello locale, con l’inserimento di contenuti premium in contemporanea, ad esempio i 100 secondi di Enrico Mentana. Il circuito si chiama 100% Special radio. In autunno, invece, inaugureremo il nuovo building RDS a Milano, che ospiterà gli studi e avrà un auditorium multimediale e lab polifunzionale, con capienza 200 persone, per l’arricchimento della produzione dei contenuti e dei format.

Che consigli dareste ai giovani che vogliono fare esperienza in radio?

Tre cose da fare e tre cose da non fare. Avere curiosità, per scoprire argomenti e discipline anche apparentemente distanti dai nostri principali interessi. Specializzarsi nella materia di loro maggior interesse. Avere determinazione, passione e capacità di lavorare in team, perché anche gli insuccessi possono portare ad un successo. Non avere, invece, una sorta di accanimento terapeutico sullo stesso progetto e capire quando dire basta, soprattutto se non funziona. Non pensare che la propria idea sia la migliore e quindi tenerla segreta, meglio condividerla per farla evolvere e sviluppare. Non pensare che l’idea sia tutto,  vale l’1%, il 99% è capacità di esecuzione.

In che modo il quoziente giovani fa la differenza?

Ad oggi è fondamentale il sistema ibrido, ovvero la capacità delle imprese e degli imprenditori di contaminarsi. Mettere in sinergia e continuo scambio l’esperienza e la mentorship dei senior con la visione e l’evoluzione del modello di business che può dare un giovane nativo digitale. Come sempre è il gioco di squadra che fa la differenza e che può vincere le sfide comuni future.

@AntonellaMelito

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