Organizzare un evento: i giovani di oggi sanno immaginarlo ma, soprattutto, realizzarlo!

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“Ho una malattia sociale. Devo andare fuori tutte le sere. Se sto a casa una notte comincio a parlare coi miei cani. Una volta sono stato a casa per una settimana e i miei cani hanno avuto un mancamento”.

E’ con questa frase che Andy Warhol spiega alla perfezione l’importanza delle relazioni sociali, l’importanza di quelle occasioni che permettono a donne e uomini di incontrarsi per condividere qualcosa. Se è tanto importante, dunque, un evento, lo è allo stesso modo la persona che mette sacrificio e passione nella sua organizzazione; oggi gli organizzatori di eventi sono individui più che mai fondamentali nel costruire situazioni capaci di mettere insieme persone, farle incontrare, confrontare, arricchire e divertire.

Ed è proprio agli eventi e ai loro ideatori che vogliamo dedicare gli articoli e le interviste del mese di maggio.

Questo è il mese che inizia con la festa dei lavoratori: oggi il concertone del primo maggio a Roma, dopo ben 27 anni dalla sua prima edizione, è ancora capace di aggregare migliaia di giovani italiani non solo attorno a della buona musica ma soprattutto intorno ad un tema sempre attuale: il lavoro.

Maggio è il mese dedicato alla donna, alle mamme ed è per questo motivo che Quoziente Giovani darà spazio ad alcune iniziative che la Lega Italiana per la lotta contro i tumori sta organizzando a Roma.

Abbiamo già avuto l’occasione di intervistare Alessia Gianaroli, cofondatrice di BLAST, il nuovo tech event internazionale e indipendente che, dal 10 al 12 maggio, presso la nuova Fiera di Roma, farà incontrare startup, investitori, aziende, incubatori, acceleratori e media di tutto il mondo.

Insomma, un evento è relazione, è cultura, è passione; l’organizzatore di eventi oggi è un vero e proprio professionista, in grado di creare network tra persone, capace di stare al passo con le esigenze del pubblico al quale si rivolge, una persona curiosa e creativa. Organizzare eventi, oggi, è diventato uno dei lavori più amati dalle nuove generazioni, da tanti giovani italiani che scelgono di fare formazione per diventare “creatori di relazioni sociali”.

Non basta l’improvvisazione: in un evento deve esserci capacità di immaginare e capacità di realizzare. Forse è proprio per questo che tanti giovani si avvicinano a questa professione: le nuove generazioni immaginano un’Italia migliore e riescono anche a concretizzare i loro sogni.

Roberto Miscioscia

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