Del Fio, 34 anni: ecco gli ingredienti per realizzare un evento del terzo millennio

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Davide Del Fio, 34 anni, è Business Development Manager e membro del Consiglio di Amministrazione di Tecnoconference Europe. Nell’intervista ci parla della sua azienda che da sempre riesce ad essere “un passo in avanti” nella fornitura di tecnologie per la comunicazione e di come Tecnoconference Europe sia stata capace di innovarsi anche nel passaggio generazionale. Davide rivela a Quoziente Giovani quelli che a suo parere sono gli ingredienti fondamentali per organizzare un grande evento di successo e racconta i progetti futuri della sua azienda, sempre alla ricerca di risorse capaci di immaginare il futuro secondo la migliore tradizione del brand.

Buongiorno, quanti anni hai, da dove vieni e di cosa ti occupi?

Buongiorno, sono Davide Del Fio, ho 34 anni, vivo a Firenze con mia moglie ma sono nato sulle colline del Chianti, dove ancora vive la mia famiglia. In azienda, Tecnoconference Europe, ho ricoperto molti ruoli, da quelli tecnici base fino al ruolo attuale di Business Development Manager e membro del Consiglio di Amministrazione.

Parlami dell’azienda Tecnoconference Europe.

Orgoglioso di poter dire che Tecnoconference Europe è una delle principali aziende in Italia nelle tecnologie per la comunicazione congressuale, grazie al know-how specifico e alla costante proposta di servizi innovativi. Infatti, Tecnoconference Europe è stata e continua ad essere scelta per tutti i maggiori eventi svoltisi nel nostro Paese. A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, vanno citati il Vertice G8 di Genova nel 2001 e dell’Aquila nel 2009, il Summit Nato-Russia di Pratica di Mare, oltre a innumerevoli eventi di rilievo mondiale a carattere corporate, istituzionale e associativo, come le assemblee nazionali di tutte le principali associazioni di categoria, quali Confindustria, Confcommercio, CNA e Confartigianato. Ecco, di tutto questo ci occupiamo all’interno della nostra azienda da più di 30 anni, con l’ambizione sempre viva di presidiare il mercato, attraverso un’incessante attività di ricerca e sviluppo. Questa coerenza aziendale tramandatami da mio padre costituirà sempre uno dei punti di forza miei e della gestione della nostra azienda.

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Come ha affrontato il passaggio generazionale il gruppo Del Fio?

Fondamentale nel passaggio generazionale è la conoscenza dei diversi settori, commerciale, tecnico, amministrativo, e così via, che insieme costituiscono l’azienda. In azienda ho fatto diversi anni di “gavetta” che mi hanno consentito di acquisire questa conoscenza a 360° e,  quindi, di occuparmi di tutti gli aspetti con i dovuti tempi. Il passaggio di consegne e l’avvicendamento generazionale è certamente avvenuto in maniera molto naturale ma in un percorso di continua crescita, che ha portato ad integrare le tradizioni dell’azienda con l’evoluzione del mercato.

Quanto è difficile gestire un’azienda che ha una sua storia e tradizione ma che deve essere innovata affinché resti sempre al passo coi tempi?

Il mio atteggiamento è sempre quello di adottare una gestione innovativa e proattiva del cambiamento che interessa sia l’ambito manageriale che quello dell’offerta aziendale. Essere al passo coi tempi è per me una parola d’ordine, perché l’azienda nel suo complesso va continuamente ripensata e ridisegnata rispetto alle evoluzioni del mercato, pur mantenendo fermi, al contempo, la mission  e i valori che fanno parte della nostra storia.

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Come deve essere a tuo parere un evento del terzo millennio? 

L’evento del terzo millennio è un’alchimia d’ingredienti ad alto tasso emotivo: multivideoproiezioni, megaschermi, scenografie d’impatto, effetti light & sound. Un evento ha successo solo se sa emozionare i partecipanti. Il pubblico deve sentirsi coinvolto, partecipe. Deve portare a casa un ricordo duraturo, che massimizzi l’efficacia del messaggio e dia al committente il giusto ritorno d’immagine. Nella “comunication by events” la multimedialità e l’interattività sono entrate con prepotenza e si sono prese i propri spazi, fluidificando le informazioni e creando nuove tecniche di diffusione e penetrazione dei messaggi. E, poiché un evento di successo ruota intorno a un’idea creativa, la carta vincente è rappresentata oggi da strumenti tecnologici in grado di affermare questa creatività. La nuova frontiera è rappresentata dalla capacità di utilizzare, in mixing, i più progrediti sistemi audio-video-luci e software molto avanzati.

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Progetti per il futuro?

Il progetto del Gruppo Del Fio per l’avvenire è incentrato sulla ricerca di risorse umane. L’ambizione di presidiare il mercato degli eventi in tutte le sue componenti porta a un lavoro costante di ricerca e sviluppo, ad un’incessante attività di formazione ed aggiornamento e all’investimento su risorse fresche, giovani, in grado di immaginare il futuro secondo la migliore tradizione del brand. Il mercato degli eventi sta cambiando soprattutto in tutto ciò che sta prima dell’evento vero e proprio, quindi nelle diverse fasi dell’organizzazione. Esistono figure sempre più specializzate come gli “event manager” o i “meeting planner” che rappresentano per noi i principali interlocutori. E’ insieme a loro che progettiamo l’evento. Il futuro per noi è sempre alle spalle nel senso che la tecnologia fa cambiamenti fulminei e questo ci richiede lo sforzo costante di stare sempre al passo con i tempi.

Consigli per i tuoi coetanei con i tuoi stessi interessi e aspirazioni?

Occorre avere l’entusiasmo di lavorare e la curiosità di imparare. Inoltre, bisogna tirare fuori il coraggio di affrontare i problemi trasformandoli in “sfide” ed opportunità.  La differenza non la fanno i numeri ed i budget ma l’essere versatili e creativi in ogni singola esperienza. Inoltre, credo sia cruciale fare percorsi formativi specializzati per poter sviluppare la capacità di analizzare quindi di comprendere e, nei tempi dovuti, elaborare proposte innovative. Gestire un’azienda è una bella responsabilità ma sicuramente porta grandi soddisfazioni.

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Come, secondo te, il quoziente giovani fa la differenza?

Essere giovani nel mondo imprenditoriale è di per se una formula molto delicata: dobbiamo colmare la nostra “mancanza” di esperienza con l’impegno e la voglia creativa che ci contraddistingue ma allo stesso tempo ascoltare e ricevere input dai nostri senior. Per riassumere in una frase, che mio padre dice spesso: “se vuoi sapere se è pulito devi aver fatto le pulizie”. A tutto questo si sono affiancati i miei studi e la mia curiosità e la voglia di aggiornamento continuo. E cosa fondamentale è saper investire su collaboratori altamente professionali e creare un team affiatato che abbia constanti stimoli da parte della direzione. Essere imprenditore ad una giovane età non vuol dire crearsi un lavoro per non essere disoccupati ma creare un’impresa che sappia vivere sul mercato e sappia essere competitiva, dargli quella marcia in più e quella visione aperta anche a mercati non più tradizionali.

@AntonellaMelito

 

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