Alessia Gianaroli, cofondatrice di BLAST: quest’anno 30.000 euro per le startup

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Alessia Gianaroli, 40 anni, è una delle fondatrici di BLAST, il tech event internazionale dedicato a far incontrare startup, investitori, aziende, incubatori, acceleratori e media di tutto il mondo. L’evento si terrà a Roma dal 10 al 12 maggio 2017; nell’intervista Alessia racconta le possibilità , per le startup che parteciperanno all’edizione di BLAST 2017, ovvero di scovare vere e proprie  opportunità di crescita.

Buongiorno, dimmi di te, della tua formazione, delle tue passioni e di cosa ti occupi attualmente.

Buongiorno. Mi considero una professionista ecclettica che nella vita ha spaziato dalle attività accademiche, ad attività tecniche in ambito innovazione digitale, passando per attività politiche, di gestione e imprenditoriali. Anche il mio percorso di studi è stato caratterizzato dallo stesso spirito, dopo una prima laurea in letteratura e lingue straniere, ho proseguito gli studi accademici in comunicazione e, in seguito, in analisi di Intelligence. Negli ultimi anni la mia passione per l’innovazione digitale ha preso il sopravvento e dopo aver collaborato e fondato delle startup, da un anno mi occupo a tempo pieno di BLAST.

Oggi dove vivi?

Oggi vivo a Roma, dopo aver girato parecchio all’estero, sia in Europa, sia in USA. Ho avuto diverse possibilità di restare all’estero, ma la mia decisione è stata quella di tornare in Italia.

Cos’è BLAST?

L’avventura di BLAST è iniziata più di un anno fa insieme agli altri due cofondatori, Rosbeh Zakikhani e Pierluca Cecchini. BLAST è la prima edizione di un nuovo tech event internazionale ed indipendente dedicata all’incontro tra startup, investitori, aziende, incubatori, acceleratori e media di tutto il mondo. L’evento si terrà dal 10 al 12 maggio 2017 presso la Nuova Fiera di Roma.

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Com’è strutturato l’evento?

Ogni edizione sarà strutturata verticalmente su settori specifici. Quest’anno gli ambiti prescelti sono: Virtual Reality, Augmented Reality, Artificial Intelligence, Fintech, Foodtech, Internet of Things & Industry 4.0. E’ da queste industry che sono selezionate per partecipare all’evento al massimo 150 startup, scelte tra le migliori che hanno fatto l’application per lo Startup Program di BLAST 2017. L’evento si svolgerà in un padiglione di 5,000 Mq e comprenderà 6 tipologie di eventi, inerenti alle 5 tematiche prescelte, che si svolgeranno contemporaneamente. Le conferenze si svolgeranno su due palchi e in contemporanea. Sul palco principale tech influencers, investitori di tutto il mondo – dalla Silicon Valley all’Europa – discuteranno delle tecnologie e dei mercati più all’avanguardia. Sul palco della Startup Academy, esperti e tecnici terranno workshop sull’imprenditorialità, sul mondo delle startup e sulle soft skill. Le startup presenti si sfideranno nella Startup Arena per aggiudicarsi un premio di 30.000 €. Il padiglione ospiterà inoltre l’Exhibition Area, dove avranno un proprio spazio espositivo startup e compagnie, e una Meeting Area, dedicata ai meeting one-to-one tra founder, investor e aziende, oltre che un programma di mentorship dedicato.

Progetti per il futuro?

Oggi il mio futuro è BLAST, non perché non voglia prendere in considerazione la visione di insieme e a lungo termine, ma perché è importante lavorare per obiettivi e non per i piani B. Si tratta di restare concentrati su ciò che si sta facendo, se non sei il primo a crederci nessuno ci crederà.

Che consigli ti senti di dare ai giovani con i tuoi interessi e le tue stesse aspirazioni?

È la liquidità che vince oggi. Non ho più 30 anni (purtroppo!), ma il mindset che mi ha portato dove sono e che mi fa guardare con tranquillità ad un futuro incerto è lo stesso che mi permette di sentirmi libera, di avere idee e di credere che ogni giorno sarà un giorno nuovo in cui il cambiamento è possibile, anche il mio, senza mai guardarmi indietro. Abbiate coraggio di essere voi stessi: il primo limite siamo noi, al contrario la profonda conoscenza di chi siamo permette di accettare i propri limiti e superarli.

I “segreti del mestiere” che ti hanno permesso di mantenere nel tempo il tuo quoziente giovani, ovvero un approccio sempre curioso e appassionato nelle cose che fai?

Non so quanto conti l’intuizione in sé, ma sicuramente ha contribuito avere gli strumenti giusti al momento dell’intuizione. Prima di tutto l’inglese. Mi ha permesso di guardare fuori dall’Italia, confrontarmi con realtà diverse e acquisire nuove conoscenze in tutti i campi. Oltre ad allargare la mia visione generale del mondo, mi ha aperto le porte a mille opportunità e possibilità di business diverse. La mia intuizione, però, è stata quella di crearmi delle conoscenze trasversali, di non fermarmi alle sole possibilità di una laurea in lingue, poiché questo mi ha permesso di affacciarmi alle opportunità in maniera liquida, cioè di potere crescere ed espandere in tanti settori diversi, senza restare bloccata in strade strette e fisse. Essere giovani non è solo un fattore fisico o temporale, per fare business serve tutto, entusiasmo, curiosità e intuizione esplosiva, caratteristiche tipiche dei giovanissimi, ma anche esperienza, capacità di analisi e pragmatismo, tipiche di chi è più smaliziato e già qualche porta in faccia l’ha presa.

@AntonellaMelito

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