Donne protagoniste dell’Italia di domani

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Quali che siano le origini della Festa della donna, questa ricorrenza ci dà occasione ogni anno, in prossimità dell’otto marzo, di parlare di donne. Intorno a questa data ruotano una serie di leggende: la più celebre narra che la Festa della Donna sia stata istituita in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York, la Cotton. Ufficialmente, però, la Giornata Internazionale della Donna venne istituita dal Partito Socialista americano il 28 febbraio del 1909, quando organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto. Alle manifestazioni per la richiesta del suffragio universale si unirono altre rivendicazioni dei diritti femminili, come lo sciopero di migliaia di operaie di New York per la richiesta di aumento del salario e del miglioramento delle condizioni di lavoro.

Domani, 8 marzo, in tutta Italia ci sarà una mobilitazione generale delle donne o, meglio, le donne italiane si uniscono allo sciopero internazionale contro la violenza di genere in tutte le sue forme: oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia. Una giornata che, come più di un secolo fa, continua a smuovere l’universo femminile, oggi protagonista di battaglie per diritti ancora da conquistare. A ricordarcene alcuni sono gli studi elaborati dal Censis e dall’Ocse che mostrano il nostro paese agli ultimi posti in relazione alle differenze di genere. Tra i tanti temi sollevati dallo studio Censis, supportato dagli ultimi dati dell’Istat, c’è ad esempio quello relativo alle retribuzioni lavorative. Le donne nel settore privato percepiscono salari inferiori del 19,6 per cento rispetto a quelli dei loro colleghi uomini. Anche nel settore pubblico sussiste un gap tra le retribuzioni di maschi e femmine non da poco: le occupate percepiscono uno stipendio del 3,7 per cento in meno rispetto ai colleghi maschi. Il nostro paese è, poi, al penultimo posto in Europa per occupazione femminile. Il tasso di disoccupazione femminile in Italia è del 12,6 per cento, percentuale ben più alta rispetto alla media europea dell’8,8 per cento. Ciò che più colpisce è la percezione delle scarse possibilità di avanzamento nella carriera professionale delle donne lavoratrici.

Quoziente Giovani si propone, dunque, nel mese di marzo, di raccontare le storie di tante giovani donne che rappresentano la vera eccellenza italiana. Lo faremo per evidenziare il valore aggiunto delle donne italiane, un valore che va ben oltre la monetizzazione del loro lavoro. Le donne italiane oggi sono capaci di impegnarsi su più fronti contemporaneamente, non si arrendono nelle battaglie per la conquista dei propri diritti, non smettono di urlare il loro NO a qualsiasi forma di sfruttamento. Saranno le donne protagoniste non solo della giornata di cortei in tutta Italia in quello che si prevede il più “caldo” 8 marzo degli ultimi decenni, non solo delle #storiedisuccesso di marzo di Quoziente Giovani, ma anche e soprattutto dello sviluppo di tante e diversificate attività produttive del nostro paese. Il loro ruolo sarà strategico per questo: per un’Italia migliore, diversa, amica del mondo femminile.

Qualsiasi donna che conosce i problemi di gestione di una casa sarà più vicino alla comprensione dei problemi di gestione di un paese. (Margaret Thatcher)

Roberto Miscioscia

 

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