I giovani di Go Beyond: rivedere il sistema universitario in un’ottica di alta formazione

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Si è svolto oggi a Roma, presso la sede nazionale UIL, il secondo appuntamento del seminario Go Beyond, il corso di alta formazione promosso da UIL, FEPS, Fondazione Nenni e Forum Nazionale Giovani. Al centro le questioni del lavoro, della formazione, della democrazia e, soprattutto, quella dei giovani, perché è a loro che il corso si rivolge. Il dibattito di questa mattina ha affrontato il tema della formazione di qualità, anche attraverso un focus sulle opportunità di arricchimento internazionale attraverso le esperienze dei progetti Erasmus ed Erasmus Mundus. Ad aprire i lavori è stato Pier Paolo Bombardieri, Segretario Organizzativo UIL, che ha spronato la giovane platea a sollecitare le organizzazioni promotrici del corso e la UIL con le loro proposte durante questi mesi di seminario. Ad approfondire il tema dell’Erasmus sono stati l’Onorevole Alessandro Battilocchio, già europarlamentare, che ha fornito interessanti dettagli sul programma Erasmus Mundus, seguito dal giovane eurodeputato Brando Benifei, che attraverso un video registrato per l’occasione, si è soffermato sul programma Erasmus più in generale. Alta l’attenzione della platea per le novità offerte da Erasmus Mundus, il programma di mobilità e cooperazione nel settore dell’istruzione superiore che promuove l’Unione Europea come centro di eccellenza nel mondo. Il programma Erasmus Mundus dà la possibilità a studenti di tutto il mondo e senza limiti di età di svolgere master o dottorati congiunti in più università europee oppure un periodo di mobilità in un paese extra UE. Ancora una volta è l’Unione Europea ad offrire opportunità di accesso ad una formazione accademica d’eccellenza, di sviluppo di competenze multidisciplinari e di arricchimento del proprio profilo professionale, così da aiutare i giovani europei ad essere più competitivi sul mercato internazionale. Lo scopo è anche quello di dare possibilità di sviluppare una maggiore sensibilità interculturale. Tutte le informazioni su questa che sembra essere l’upgrade del progetto Erasmus sono disponibili sul sito.

Durante la seconda parte della mattinata, Antonio Tedesco, Segretario generale della Fondazione Nenni, coordinatore del convegno, ha dato la parola a Silvana Roseto, segretaria confederale UIL, e a Catalin Dragomirescu, Funzionario FEPS. Silvana Roseto ha dato vere e proprie linee guida per intraprendere la strada della formazione di qualità, fornendo ai giovani importanti consigli su come approcciarsi al mondo del lavoro. La formazione, così come la conoscenza deve servire prima di tutto a creare le basi per sviluppare una visione critica di ciò che ci circonda. Il primo step dell’apprendimento parte proprio dal confronto con gli altri, dall’interazione e dalla capacità di fare rete e creare relazioni. Il mondo va guardato a 360 gradi e per fare questo è importante crescere innanzitutto come persone, crearsi un proprio bagaglio di valori e conoscenze che permetta davvero di puntare alla qualità e all’eccellenza. E’ dal confronto con gli altri che si sviluppano capacità di problem solving, di lavorare insieme e di saper spaziare tra diversi ambiti e contesti lavorativi. Puntare ad essere persone libere, autonome, è il primo passo del proprio successo e solo la cultura e la conoscenza possono tracciare la strada per una sana ed alta crescita personale e professionale. La Roseto ha, poi, proposto ai giovani corsisti di aiutarla a tratteggiare un quadro delle mancanze del sistema italiano, sviscerando le problematiche dell’attuale sistema universitario ed evidenziando, al contempo, i vulnus della formazione universitaria e professionale. I giovani non hanno perso occasione per sottolineare come il sistema del 3 + 2 non abbia affatto accorciato i tempi dello studio universitario, anzi troppo spesso è finito per diventare un 4 + 3; per non parlare del tempo necessario per preparare due tesi di laurea, delle ore (troppe!) di tirocinio richieste per l’ottenimento di soli 2 CFU, di quanto troppo spesso l’offerta formativa delle lauree magistrali sia troppo simile a quella della laurea triennale. Sono queste le principali cause delle difficoltà che i giovani italiani incontrano nel percorso universitario. Sono giovani che dalle ore di stage non imparano nulla di pratico, se non a spingere il pulsante della fotocopiatrice o della macchinetta del caffè. Sono i giovani che entrano tardi nel mondo del lavoro a causa di un sistema lento e mal pensato. Sono i giovani disorientati quando escono dalle università, non in grado di orientarli nelle scelte professionali una volta fuori da lì. I giovani di Go Beyond, spronati dall’interessante dibattito, hanno ben chiari i nei, a volte veri e propri buchi neri, del nostro sistema accademico. Una formazione troppo teorica, anche se assolutamente qualificante. Oggi, però, quello che chiedono è di rivedere l’impianto della formazione universitaria in relazione alle esigenze europee e ad un mondo del lavoro sempre più globalizzato e competitivo. Qualche spiraglio all’orizzonte lo si intravede ad esempio con le lauree professionali che partiranno dal prossimo anno accademico 2017/2018; gli studenti di questi nuovi corsi di laurea, infatti, saranno affiancati da tutor provenienti da aziende che li indirizzeranno nel loro percorso professionale. Insomma, l’intento di avvicinare sempre più il mondo accademico a quello del lavoro c’è, è necessario, però, i governi devono fare di più per offrire ai giovani una reale alternanza scuola – lavoro. Un’alternanza scuola-lavoro non pensata al ribasso (ricorda qualcuno dalla platea che non c’è bisogno dell’aiuto dell’Università, in accordo col Ministero, per fare uno stage come commesso in una GDO) ma che sia orientata ad una formazione di qualità e a lasciare un’esperienza concreta da spendersi per il proprio percorso professionale, una volta fuori dalle università. Solo così gli atenei italiane smetteranno di produrre un esercito di sfruttati, ricorda uno dei giovani corsisti, ma potranno puntare a creare la futura classe dirigente di questo paese, fatta da persone meritevoli e competenti.

Catalin Dragomirescu si è, invece, soffermato sul quadro europeo in relazione alla promozione dell’istruzione e della formazione. L’obiettivo da porsi, secondo  Dragomirescu, è far si che l’istruzione diventi un bene pubblico europeo; questo può essere reso possibile solo se saranno i governi a dare ai giovani gli incentivi per restare nel proprio paese. Quello di cui abbiamo bisogno sono politiche di programmazione lungimirante. Uno stato che va avanti a tentativi ed interviene solo nell’emergenza non ha una prospettiva di lungo raggio. Bisogna tornare ad investire sulla formazione, sulla cultura ed sul diritto allo studio.

Il seminario si è concluso nel pomeriggio con “Lab at work”, il momento pomeridiano di scambio, confronto, discussione, socializzazione, sollecitazione e costruzione di Go Beyond. A coordinare il laboratorio sono stati Daniela Ballico (organizzazione UIL), Antonio Tedesco e Francesco Maria Gennaro (Uil nazionale – politiche per il sociale, terzo settore e politiche per la salute) che hanno dato modo ai giovani corsisti di presentarsi tra loro per fare, innanzitutto, rete.

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Lo scambio di buone pratiche e la condivisione delle esperienze può diventare punto di forza per i giovani che continuano a mettersi in gioco, senza perdere la speranza di un futuro migliore. La solidarietà tra persone, tra mondi e culture diverse, tra junior e senior forse può essere una chiave per iniziare a cambiare le cose.

@AntonellaMelito

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