Larosa, 21 anni, funzionario UIL, sprona i giovani ad avvicinarsi al mondo dei sindacati

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Annunziato Larosa è un giovane di 21 anni impegnato nel mondo sindacale. Nell’intervista racconta i progetti della UIL per i giovani e prova a spronare i suoi coetanei a partecipare attivamente alla vita del sindacato, per avere voce sulle questioni che li riguardano più da vicino, prima tra tutte quella del lavoro.

Buongiorno, mi parli un pò di lei, età, il suo background, della sua formazione e di cosa si occupa attualmente.

Buongiorno, mi chiamo Larosa Annunziato ma tutti mi conoscono come Nunzio e quest’anno compierò 21 anni. La mia famiglia è un famiglia di agricoltori calabresi, queste origini mi hanno trasmesso valori e principi fondamentali che hanno contribuito in modo incisivo nella costruzione del mio modo di essere. Fin dai primi anni delle superiori ho fatto coincidere lo studio al lavoro, per cui, mentre frequentavo l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing (SIA), facevo qualche lavoretto per non gravare troppo sui miei genitori. Essendo figlio di un R.S.U., ho iniziato a frequentare il mondo del sindacato e proprio nel percepire la passione che mio padre e tutti i compagni della FENEALUIL Alta Lombardia mettevano nello svolgere l’attività quotidiana, ho capito che fare sindacato è l’attività perfetta dove dedicare le mie forze. Oggi sono un funzionario sindacale che si occupa prevalentemente di Edilizia, Legno ed affini.

Da qualche tempo si sono messi un pò in discussione i sindacati come organizzazioni di rappresentanza giovanile. Questa affermazione secondo lei è un luogo comune?

I giovani italiani sono mutati, se penso alla differenza tra me e mio padre mi rendo conto che i cambiamenti della società hanno determinato un’alterazione degli interessi comuni dei giovani. Mi spiego meglio: molti dei miei coetanei sono scoraggiati per cui non credono più a nulla ed essendo “atei” in tutto e per tutto, non avendo più ideali politici, non avendo più speranza nelle istituzioni e avendo perso fiducia anche nel sindacato, si sentono soli. Credo, invece, che il sindacato sia rimasto lo strumento di rappresentanza anche dei giovani; siamo noi rappresentanti sindacali che dobbiamo cambiare il modo e gli strumenti con i quali comunichiamo ai giovani, affinché siano i giovani stessi a stimolarci e a rendersi partecipi nella costruzione del nostro futuro.

Ma secondo lei i sindacati di oggi sono in grado di rispondere alle esigenze dei giovani precari italiani?

Ormai il problema dei giovani precari è ben insediato da anni nei nostri pensieri e nel nostro lavoro; credo che il sindacato sia ormai a buon punto nel poter rispondere alle esigenze dei giovani precari, senza mai pensare di essere arrivato alla soluzione perfetta.

In cosa la UIL si differenzia dagli altri sindacati e perché un giovane dovrebbe iscriversi alla UIL?

La UIL è un sindacato riformista sin dalla nascita, è un organizzazione giovane, duttile e “snella”; tutte caratteristiche necessarie per poter competere con i continui cambiamenti della società. La UIL che vivo ogni giorno si sta popolando di giovani volenterosi che dedicano la totalità dei propri potenziali per fronteggiare le continue sfide che costantemente ci sollecitano. Credo proprio che la UIL sia pronta ad accogliere nel miglior dei modi gli stimoli che possono arrivare dal mondo giovanile.

Che tipo di campagne ha diffuso la UIL negli ultimi anni per i giovani?

Un punto molto importante è l’iniziativa che la UIL ha in serbo, creare una tessera pensata per i giovani per aprirsi il più possibile ad associazioni, iniziative culturali e società civile. La UIL Giovani si pone come obbiettivo quello di proporre iniziative di carattere formativo ed informativo in grado di rendere meno tortuoso il percorso che porta ad un’occupazione sana.

Cosa pensa del Jobs Act?

Personalmente non sono simpatizzante della riforma, già solo pensando al nome un po’ scopiazzato dal Jumpstart Our Business Startups Act attuato da Obama, senza parlare delle varie interpretazioni dell’espressione “a tutele crescenti” che è stata affiancata alle parole “tempo” e “indeterminato”. Anche la rivisitazione dello Statuto dei Lavoratori è stata un colpo basso che non ho gradito molto ma non voglio elencare il perché non sono entusiasta della riforma, vorrei invece provare a dire cosa secondo me bisogna fare per arginare questo problema. Sono certo che utilizzando la contrattazione, che è il mezzo per eccellenza, possiamo andare a rattoppare in qualche modo i buchi che oggi ci ritroviamo ed è ovvio che troveremo difficoltà nel portare a casa i risultati, ma è proprio di contrattazione che un sindacato si nutre.

 Come crede si possano avvicinare i giovani al mondo dei sindacati?

Partendo dai miei fratelli che sono piccoli e arrivando a chi ha 30 anni, ogni volta che ne ho la possibilità cerco di parlare con loro, di provocare nel modo giusto le loro sensibilità così da riuscire ad avere un confronto del quale rimango stupito per le tante idee che ognuno di loro ha e per il modo col quale le difendono. Alla fine di ogni dialogo propongo loro di attuare quelle idee ogni volta che ne hanno la possibilità, offrendomi come aiutante, senza mai criticare i loro pensieri, perché come disse Sandro Pertini: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”. Il modo migliore di avvicinare i giovani – secondo me – è riaccendere la fiamma in loro, ascoltarli e non farli sentire soli accompagnandoli verso un paese migliore.

In che modo il suo Quoziente Giovani fa la differenza?

Fin da piccolo ho sempre avuto un istinto nel rappresentare qualcuno in un momento di difficoltà, sono stato rappresentante di classe nel mio istituto semplicemente per fare il portavoce dei problemi dei miei compagni di fronte ai professori. Essere funzionario sindacale è come essere rappresentante di classe perché è una scelta propria, ho deciso di impegnare la mia vita nel perseguire il sogno di un’Italia migliore dove ad essere fondamentale sia la coesione sociale e non l’egoismo. Ce la metterò tutta per far si che i giovani di questo paese riaccendano la passione che è insediata nel loro animo e, probabilmente, proprio perché sono un giovane, ho la voglia di mettermi in gioco fino all’ultimo.

@AntonellaMelito

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