Anna Ascani: i giovani vanno ascoltati e coinvolti nei processi decisionali

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Anna Ascani, 29 anni, è una delle più giovani deputate italiane. Nel gennaio 2016, è stata indicata da Forbes tra i trenta personaggi under 30 più influenti della politica europea. Ha seguito in prima persona provvedimenti importanti tra cui il Freedom Of Information Act. Nell’intervista racconta dei progetti che sta seguendo con la collaborazione di tanti giovani come lei. Crede che il Partito Democratico possa fare meglio e di più investendo sulla nuova generazione che, come Anna, non smette di credere ed immaginare un’Italia migliore.

Come inizia la sua carriera politica?

La mia passione politica nasce con il PD: in questo senso sono veramente una nativa democratica. Alle primarie di fondazione del Partito Democratico, ho sostenuto la candidatura di Enrico Letta alla segreteria e da lì è cominciato l’impegno nel partito, dal livello locale a quello regionale, nella mia Umbria. Come conseguenza di questo percorso molto bello e molto formativo, con tanto impegno e quel po’ di fortuna che serve, ho convinto abbastanza umbri della bontà della mia candidatura alle primarie per il Parlamento.

A che età viene eletta in Parlamento e di cosa si è occupata in questi anni?

Sono arrivata in Parlamento a 25 anni: un battesimo di fuoco, con la non-vittoria, i 101, la rielezione di Napolitano, l’impegno per le riforme, etc. Pur in una legislatura così difficile, penso di essere riuscita a lasciare qualcosa di buono al mio Paese. Cito, per brevità, solo uno dei provvedimenti che ho seguito in prima persona: il Freedom Of Information Act (FOIA). Se l’Italia in un anno ha guadagnato 50 posti nella classifica che misura la trasparenza dello Stato, superando gli Stati Uniti, è perché un percorso articolato, su cui molto mi sono impegnata, ci ha portato a promulgare una legge che regola il diritto di accesso, da parte dei cittadini, all’informazione in possesso della Pubblica Amministrazione. Poi ovviamente c’è il Piano Nazionale Scuola Digitale, con un miliardo di stanziamenti e tantissimi progetti già avviati, tra formazione e laboratori. Ci sono gli ordini del giorno, le interrogazioni, le proposte di legge come quella in materia di staffetta generazionale e quella sull’abrogazione del professor’s privilege, nonché quella che stiamo approvando in Commissione relativa alla disciplina delle imprese culturali e creative che, ad oggi, rappresenta un altro, importante, traguardo.

Quale progetto sta seguendo al momento?

Ci sono due grandi lavori in ballo: come dicevo, la mia proposta di legge sulle imprese culturali e creative, e l’attuazione delle deleghe contenute ne La Buona Scuola. Sono particolarmente affezionata ad entrambi: al primo, frutto di un lungo percorso di ascolto, maturato con il contributo dei giovani professionisti di Cultura Democratica e che, dopo diverse modifiche, ha trovato l’adozione del proprio testo base proprio oggi (1 febbraio 2017, n.d.r.); il secondo, che rappresenta il compimento di un percorso iniziato con il Governo Renzi. Nello specifico, sarò relatrice sullo schema di decreto legislativo per la garanzia dell’effettività del diritto allo studio: un argomento tanto vasto quanto complesso e rispetto al quale mi sto impegnando a raccogliere le opinioni di tutte le associazioni coinvolte, in particolare quelle studentesche. Infatti, trovo sia fondamentale che i diretti destinatari delle future disposizioni di legge possano già, in questa fase, esprimere le proprie osservazioni, suggerimenti e proposte migliorative, in virtù di quel percorso di politica partecipata per il raggiungimento del bene comune in cui credo fortemente.

Crede che il partito del quale fa parte valorizzi sufficientemente i suoi giovani?

La solidarietà tra le generazioni e l’importanza dei giovani nel Partito Democratico sono sicuramente aumentate negli ultimi anni: Renzi è diventato segretario del PD a 38 anni e premier a 39, il gruppo parlamentare del PD è molto giovane e rinnovato, i gruppi dirigenti nel partito pure. Però. C’è un però grande come una casa: al recente referendum, si stima che l’80% dei giovani abbia votato contro la proposta del mio partito. Non posso negare la disconnessione tra i miei coetanei e il mio partito, anzi ben peggio è che ci sono dati molto preoccupanti sulla disconnessione tra i giovani e la democrazia: questo problema è tra le mie più grandi preoccupazioni. Credo che la mia generazione non voglia essere trattata come una razza in via d’estinzione dalla democrazia, cosa a cui spesso purtroppo assomiglia. Credo che la mia generazione debba sviluppare autonomamente una propria idea del mondo, della società, della democrazia e poi rappresentarla nelle forme che ritiene più opportune. Mi rendo conto purtroppo che per i miei coetanei, che vivono di poco lavoro e troppo precario, sia più difficile che per le precedenti generazioni conciliare l’impegno civile, nelle forme continuative che più o meno richiedono la politica e i partiti, con la propria vita. Questo è un tema a cui sto cercando di pensare e contribuire sia dal punto di vista della politica sia delle politiche.

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Quale personaggio politico di ieri o di oggi la ispira nella sua attività?

Mi permetto di citarne uno di ieri e uno di oggi: Alcide De Gasperi, per come ha contribuito a costruire la democrazia repubblicana, e Barack Obama, per come ha saputo tenere insieme i valori e un’idea di società solidale, dinamica e aperta, con le politiche.

Cosa può fare la politica per i giovani? Come immagina il futuro di questo paese?

Faccio una cosa inusuale e vi rimando a una mia riflessione[1] su giovani, politica e politiche. Per rispondere in poche righe alla prima domanda, ci sono alcune grandi direttrici di politiche che potremmo seguire: la solidarietà generazionale nei luoghi di lavoro (si potrebbe pensare a dei contratti di solidarietà che agevolino turnover e collaborazione tra le generazioni), politiche innovative sulla casa, soprattutto praticare politiche innovative per agevolare la creazione di nuovo lavoro. Più che immaginare, dico come spero sia il futuro di questo Paese: in due parole, più opportunità e più diritti. Il PD ha fatto molto in questa legislatura: penso alle unioni civili, alla legge sul dopo di noi, alla legge sul caporalato, al recupero record dell’evasione fiscale, alla diminuzione delle tasse. Abbiamo fatto molto, molto c’è ancora da fare, ma l’Italia è oggi un paese più aperto e forte.

Progetti per i giovani promossi dal suo partito?

Un progetto molto bello, ma che ha dato purtroppo meno frutti di quanto sperato, era Garanzia Giovani: ci abbiamo messo tante risorse e tanto impegno. Siamo stati tarpati in parte dal fatto che era la prima esperienza in Italia di uno strumento tipicamente nordeuropeo che andava portato a regime. Inoltre, l’organizzazione delle autonomie locali non ci ha aiutato: d’altronde questo era uno dei motivi per cui abbiamo proposto, con un emendamento a mia prima firma, il superamento del Titolo V nella riforma che gli italiani hanno bocciato nelle urne. Ma non si può piangere sul latte versato…

Come crede si possano avvicinare i giovani alla politica?

Facendo scendere dal palco quelli come me e mettendoli ad ascoltare. Ascoltando sul serio e facendo contare davvero la partecipazione. È un po’ ciò che sto provando a fare nella mia Umbria con un gruppo di ragazzi straordinari[2] che mi hanno dato tanta forza in momenti difficili di questa legislatura.

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In che modo il quoziente giovani fa la differenza? Ovvero, la sua passione e la visione del mondo, come quella di tanti ventenni e trentenni, in che modo ha influito su quello di cui si occupa oggi?

Penso che una folle passione e una grande perseveranza mi abbiano portato dove sono. La prima è proverbialmente tipica della gioventù, la seconda molto meno. E se posso permettermi di dare un consiglio personale alla mia generazione, è questo: la vita è questione di talento e sta a noi di scoprire quali abbiamo, perché ognuno di noi ne ha. Ma la vita è anche questione di non sotterrare i talenti: usiamoli, perseveriamo, impegniamoci.

@AntonellaMelito

[1] Giovani chi? di Anna Ascani

[2]  Progetto #puntoAcapo

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