Giovani imprenditori dicono SI alla riforma costituzionale

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Una larga fetta dei giovani imprenditori italiani si sono schierati apertamente per il sì al referendum sulla riforma della Costituzione. Le convinzioni dei giovani del mondo dell’imprenditoria italiana risiedono nella voglia di velocizzare l’iter legislativo, snellire, conseguentemente, la burocrazia, avere certezza delle competenze attribuite agli enti locali e ridurre i costi della politica. Insomma, quello dei giovani già avviati nel mondo delle imprese è un sì convinto, un sì che non si lega all’adesione ad un partito o ad un movimento ma viene fuori con forza perché si ha a cuore il futuro della propria generazione e di quelle che verranno dopo. Se i giovani imprenditori hanno deciso di formalizzare il loro sostegno alla riforma costituzionale, la ragione, probabilmente, è da trovarsi anche nel bisogno di fare chiarezza sui contenuti della riforma, contenuti che, a distanza di due giorni dal voto, faticano ancora a venir fuori a causa della trasformazione della campagna referendaria in una squallida arena politica, che vede schierarsi da una parte i fan del premier e dall’altra i tifosi del M5S e delle altre opposizioni di Governo. I giovani, però, hanno deciso di dire la loro, dimostrando maggiore serietà e maturità nell’affrontare un passaggio determinante per la storia delle nostre istituzioni e del nostro paese. Schierarsi ed organizzare convegni è stato fatto con l’intento di spiegare i temi principali della riforma per un settore importante della nostra economia, quale quello dell’imprenditoria. Questo fa dei nostri giovani persone informate dei fatti, ragazzi e ragazze che non andranno a votare per sentito dire o per il colore politico di appartenenza, ma per sostenere un importante cambiamento che può, probabilmente, contribuire a rimettere in moto il paese.

Tra le iniziative di maggiore rilievo c’è stato il convegno organizzato il mese scorso da Confindustria Giovani Imprenditori a Capri, dove legge di bilancio e referendum costituzionale sono stati i temi principali della due giorni. Durante il convegno dal titolo “Forti. Progetti non poteri” è emersa con forza la volontà di contribuire a fare passare la riforma costituzionale. La spinta al cambiamento viene vista dai giovani di Confindustria come una possibilità di ammodernamento delle nostre istituzioni che, qualora passasse la riforma, potranno finalmente mettersi al passo con i tempi.

Marco Gay, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, ha dichiarato che quella del referendum sulla riforma costituzionale è un’occasione imperdibile. Gay ha tenuto a sottolineare che quello del 4 dicembre non sarà un congresso di partito, ma un’opportunità per far andare avanti il paese, che ha un sistema istituzionale bloccato e aggrovigliato su se stesso. Il Presidente dei giovani di Confindustria sottolinea che votare sì non vuol dire fare un favore al Governo di turno ma chiudere il processo di riforme costituzionali di cui in Italia si parla da vent’anni. Inoltre, solo con il sì alla riforma, l’economia del paese avrà la possibilità di rimettersi al passo dei più competitivi paesi europei.

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I punti sui quali si è concentrata la visione dei giovani di Confindustria sono il superamento del bicameralismo perfetto; l’eliminazione di un organo costoso come il Cnel; una ripartizione logica delle competenze tra Stato e Regioni che, ribadisce Gay,  permetterebbe a chi governa di pianificare una politica industriale e garantirebbe alle aziende la possibilità di pianificare investimenti.

Interviene sul tema anche Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Giovani, che dichiara il sì della categoria, traducendolo nella voglia di approvare leggi in tempi certi, a dimensione di impresa, e nella necessità di mettersi al passo con l’Europa attraverso il superamento del bicameralismo paritario. La Gardoni ha espresso con convinzione il proprio sì riferendosi in particolare alla revisione delle competenze stato-regione e al fatto che la gestione del territorio possa diventare competenza statale, perché, dice, “ciò che ha a che fare con la gestione delle risorse naturali non ha bisogno di pesanti sovrapposizioni, ma di un punto di riferimento”.

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Prezioso anche l’intervento di Elisabetta Maggini, Presidente della Consulta dei giovani imprenditori e professionisti di Roma e del Lazio, convinta che il referendum sia un’opportunità di innovazione. “La riforma costituzionale che voteremo il 4 dicembre” dichiara “forse non è perfetta ma sicuramente ci dà l’opportunità di avviare un cambiamento importante. Noi giovani non possiamo e non dobbiamo avere paura del cambiamento, forse dovremmo avere paura della staticità e di lasciare ferme le cose.  Nessuno è contento di come lentamente si muova il paese adesso, siamo tutti consapevoli che la situazione ha bisogno di un cambio di passo ed è per questo che domenica prossima voteremo sì alla riforma”. Maggini ricorda, infine, che su 47 paesi europei soltanto due sono rimasti bicamerali e questo rende evidente quanto la riforma della Costituzione vada nella direzione giusta.

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Quella dei giovani imprenditori appare come la visione di chi ha capito davvero cosa si va a votare domenica prossima. Non siamo chiamati ad esprimerci sul Governo attuale, non dovremmo votare in base al nostro leader politico di riferimento ma sui contenuti della Costituzione italiana.

 

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