Morelli apre una galleria d’arte a soli 25 anni e racconta perchè l’arte in Italia resta da valorizzare

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Jacopo Morelli, 28 anni, da tre ha aperto, a Brussels, la sua galleria d’arte, che ospita artisti da ogni parte del mondo. Tra mostre, eventi dedicati a performance, alla letteratura o alle arti visive, Jacopo racconta quanto è difficile avviare un’attività connessa all’arte in Italia piuttosto che altrove.

Buongiorno Jacopo, dimmi qualcosa di te, anni, esperienze formative…

Ho 28 anni e la mia esperienza con gli studi non ha avuto molto successo, fatto sta che quando c’è la passione e quando si ha la voglia di immaginarsi un bel futuro nella vita si riescono a fare tante cose. Dopo il liceo, infatti, non sapevo cosa scegliere all’università. Sono un ragazzo fortunato perché mio padre, per aiutarmi a uscire dal tunnel dell’indecisione, mi ha mandato a New York per imparare una seconda lingua, cosa fondamentale oggi per noi europei. Rientrato da New York, mi sono iscritto ad un corso di economia e commercio in inglese, ma poco dopo lo ho abbandonato perché mi sono reso conto di non essere portato per gli studi.

E come ti sei avvicinato al mondo dell’arte?

E’ stata Venezia a regalarmi una grande occasione: è lì che ho iniziato a lavorare per un editore d’arte, controllavo la sala di un padiglione della Biennale. Quando ha visto che mi davo da fare, ha deciso di prendermi a lavorare per lui e, dopo un pò, mi ha mandato all’Havana a fare da assistente a Raffaele Gavarro presso il padiglione italiano della Biennale a Cuba. E’ stata questa l’esperienza che mi ha cambiato la vita, che ha tirato fuori di me la grande passione per l’arte, che in qualche modo ho sempre avuto ma che forse andava risvegliata. Dal 2014 ho aperto la mia galleria d’arte a Brussels e la prima mostra ha visto proprio la presenza di alcuni artisti presenti all’Havana. Gavarro mi ha aiutato molto, mi ha fatto comprendere cosa davvero volevo fare nella vita e mi ha indirizzato per capire dove fosse più facile avviare questo tipo di attività.

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Come mai hai scelto Brussels per aprire una galleria d’arte?

In Italia il mercato è già saturo, è molto difficile introdursi e ci vuole un capitale impensabile. Gavarro mi ha consigliato di andare a Brussels e, una volta lì, ho trovato uno spazio bellissimo dove aprire la galleria. Lasciami dire una cosa. Tra i più grossi collezionisti al mondo ci sono italiani, tra i più grandi artisti al mondo ci sono italiani, insomma a chi di noi nativi del Bel Paese non piace l’arte? Il problema vero è che l’attuale modo di concepire l’arte in Italia oggi è malato. Non ci rendiamo conto del valore e del potenziale che abbiamo. Purtroppo gli artisti italiani vengono valorizzati di più all’estero. La biennale di Venezia è famosa in tutto il mondo, ha un grande valore aggiunto e inorgoglisce il nostro paese eppure non ha il collezionismo. Io sono dovuto andare a Brussels, chi vuole fare business in un settore del genere è costretto ad emigrare. Pensa che il Louvre fattura più di tutti i musei statali messi insieme. Noi in Italia abbiamo un sacco di cultura ma non la mettiamo a sistema, le gallerie d’arte in Italia, per fare un esempio, non lavorano in rete; quello che è il petrolio italiano non viene protetto e valorizzato e non ottiene i giusti investimenti. A Brussels non ho avuto difficoltà a entrare in rapporto con il collezionismo e lì non hanno avuto paura di investire su un giovane.

Perché hai detto che la passione per l’arte l’hai sempre avuta?

I miei nonni erano collezionisti; il collezionismo è sempre un modo di intendere l’arte e sicuramente guardare queste opere fin da bambino ha svegliato in me qualcosa che poi, col tempo, si è trasformata nel mio lavoro ma che, soprattutto, è la mia passione. Ovviamente l’opportunità di lavorare alla Biennale di Venezia e a Cuba è stata fondamentale. Il continuo contatto con artisti o con le loro opere ha avuto per me un effetto trainante.

Mi descrivi il progetto della tua galleria d’arte a Bruselles?

La programmazione cambia ogni tre mesi. Faccio principalmente mostre di giovani artisti, che hanno difficoltà a farsi conoscere. Molti sono italiani ma solitamente ospito artisti di ogni nazionalità. Non seguo mai un tema preciso nell’esposizione delle opere d’arte, ma sono artisti estremamente diversi tra loro. Non sempre sono esposti quadri ma facciamo anche mostre fotografiche, installazioni, proiezioni video arte e molto altro.

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Cos’è l’arte per te?

E’ tutto ciò che nasce dal desiderio di fare Arte, che ha quindi il fine di emozionare se stessi o gli altri. Con l’arte si regalano emozioni e questo è un pò un modo per migliorare il mondo nel quale viviamo.

Consigli del mestiere?

Non abbattersi alle prime difficoltà e non credere di entrare in questo settore per arricchirsi in breve tempo. Ci vuole pazienza e passione, se non c è passione è un lavoro che non ha senso fare.

Cos’è per te il Quoziente Giovani?

Sviluppare idee e avere voglia di metterle in pratica. Avere voglia di fare qualcosa di nuovo uscendo dal sistema, inventarsi nuove idee, fare nuovi tipi di business. Non avere paura di credere in se stessi. Essere giovani è bello per questo, perché si ha un’energia unica che non deve mai abbandonarci

@AntonellaMelito

 Per maggiori informazioni/ To know more: www.morellicontemporary.com

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