Emanuel Simeoni, 28 anni, disegnatore di Batman per DC Comics, ci parla delle regole superiori dell’arte che ci aiutano a scoprire chi siamo e il nostro ruolo nel mondo

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Emanuel Simeoni, 28 anni, ha disegnato Batman per DC Comics, dopo averstudiato alla scuola del fumetto di Roma. Lo abbiamo incontrato allo scorso Romics alla Fiera di Roma. Fumettista appassionato, racconta la sua esperienza e il suo concetto di arte e di artista a Quoziente Giovani.

Ciao Emanuel e grazie per questa intervista. E’ bello incontrarti qui alla fiera Romics di Roma. Come sei arrivato a fare il fumettista?

Grazie a te, Antonella. Ho iniziato grazie a mia zia e mia madre, rispettivamente architetto mamma e scultrice zia. Mi hanno sempre fatto disegnare, mi hanno trasmesso la loro passione per quella che in fine dei conti è arte, tanto l’architettura quanto la scultura e il disegno in generale. La vera vocazione l’ho avuta a 7/8 anni, in fumetteria.  Con gli amici mi sono trovato a leggere Wolverine e da lí, non solo è diventato uno dei miei personaggi preferiti ma ha stimolato delle riflessioni importanti che si sono rivelate fondamentali nel mio percorso di crescita. Ho scoperto da poco di essere dislessico: pare che proprio questo disturbo abbia stimolato le mie capacità di fumettista. È stata una sorta di auto terapia: non riuscivo a farmi capire e il disegno in qualche modo mi ha aiutato e, tuttora, mi aiuta. In breve, posso dirti che l’ispirazione un po’ è nata grazie alla mia famiglia e un po’ da una spinta interiore, che ieri non conoscevo ma della quale oggi ho grande consapevolezza.

Hai studiato per arrivare dove sei oggi? Il tuo sembra essere un vero e proprio talento…

A dodici anni sono andato alla scuola del fumetto, a Roma, dove ho potuto apprendere e migliorare da fumettisti professionisti. Posso dire che hanno contribuito a farmi credere nel talento che avevo dentro di me. Non tutti credono nelle potenzialità dell’arte, mentre questo tipo di scuole devono essere supportate perché possono aiutare tanti giovani talenti. A tale proposito, colgo l’occasione che mi state dando per dirti che sto scrivendo un libro di opinioni sul disegno. Credo che ognuno di noi ha un talento; spesso, però, lo stesso ha bisogno di essere stimolato, soprattutto se dormiente o sopito. Lo studio può aiutare a questo.

Cosa cerchi di trasmettere con i tuoi disegni?

Credo che chi disegna realizza i propri pensieri, li rende materiali. Cerco di far capire che dal disegno puoi tirare fuori te stesso e dei messaggi. Puoi dare tangibilità visiva ai tuoi pensieri. Attraverso i colori, ad esempio, puoi capire quello che hai dentro. L’arte è in grado di regalarti delle leggi uniche. Leggi che non si trovano in nessun libro e che se non ci fosse l’arte non conosceresti mai. Credo sia molto emozionante poter imparare da qualcosa che coesiste nella natura. Imparare da qualcosa che è già dentro di noi, come l’immaginazione.

Hai disegnato Batman per DC Comics. Mi racconti questa esperienza?

Ho lavorato 3 anni per DC Comics. Il mio sogno era disegnare Batman e sono riuscito a realizzarlo. Sogno perché, con Wolverine, è il mio personaggio preferito dei fumetti.

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Perché proprio Wolverine e Batman?

Amo questi personaggi. Da una parte, Wolverine mi ha insegnato l’importanza del concetto di evoluzione e di rigenerazione. Più cresciamo e più diventiamo grandi e con noi anche un pò le difficoltà che la vita ci mette davanti. Col passare del tempo dobbiamo imparare a contenere le pressioni negative che ci vengono dall’esterno e credo che imparare a rigenerarsi e voler evolvere come persone possa essere di grande aiuto. Dall’altra, Batman per la filosofia che c’è dietro. Batman è un personaggio in grado di relazionarsi tanto con gli amici quanto con i nemici, è in grado di comprendere chi si trova davanti. Credo che queste siano metafore di come un uomo debba cercare di affrontare gli eventi che gli capitano. In Batman c’è il concetto dell’abbandono. Dobbiamo essere capaci di abbandonare il peso delle cose dal momento in cui nasciamo. C’è poi il discorso dell’accettazione: le persone che ci circondano a volte ci regalano cose positive, altre sono in grado di inquinare la nostra personalità, anche di trasformarla per sempre; quando succede questo dobbiamo farci trovare pronti e saper accettare questi cambiamenti che, probabilmente, saranno per sempre. Io lo chiamo il giro di boa: bisogna accettare che le tante cose che ci hanno formato a livello di esperienza, quindi anche cose negative, siano parte integrante di noi, ci hanno fatto diventare quello che siamo oggi. In poche parole, credo nel concetto di rinascita come parte fondante della nostra vita: ogni volta che andiamo a terra dobbiamo saperci rialzare, anche se ogni volta è più difficile.

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Si riesce a vivere d’arte? Brutalmente, un fumettista può avere uno stipendio che gli permetta di vivere dignitosamente?

Se punti ad orizzonti fuori dall’Italia si. [Sorridiamo]

Ma noi siamo quelli che hanno deciso di rimanere in Italia, giusto?

Si, ho deciso di rimanere. Siamo un popolo attento e intelligente, siamo un popolo antico. Ci facciamo “mangiare” da paesi più giovani solo perché hanno la moda più bella del momento; sicuramente non hanno, però, il cuore più buono. L’Italia ha grandissime potenzialità. I giovani sono una grande risorsa per il futuro del paese e credo che bisogna sforzarsi per rimanere, qualcuno dovrà pure iniziare a cambiare le cose. L’Italia, invece, dovrebbe sforzarsi di capire che ha un grande potenziale e cominciare ad investire nei settori giusti, anche nell’arte, ad esempio, che altro non è che l’altra parte della medaglia della tecnologia. L’arte è quella parte della tecnologia che la aiuta a non andare troppo oltre ad alcuni limiti che impone la natura, a non travalicare alcuni concetti che potrebbero portarci all’autodistruzione.

Cos’è per te l’arte?

L’arte è una disciplina. Qualsiasi persona si voti alle regole superiori della arte, qualunque arte essa sia, usa il suo tempo per creare logiche astratte per mezzo dell’immaginazione. Il compito dell’artista è insegnare all’essere umano queste regole. L’artista non può essere chiunque: chi lo è, lo è perché ha una predisposizione genetica per farlo. L’arte è espressione dei sensi, delle nostre energie, emozioni o sensazioni. La nostra genetica fisica, quella di noi artisti, non può, quindi, che derivare dall’arte. Attraverso il disegno facciamo fruire le nostre emozioni; è per questo che ogni disegno, pur astratto che sia, se viene fatto da un artista lo riconosci immediatamente. Non serve mettere alla prova un grande sportivo tutte le volte per dimostrare le sue capriole. Così un artista: se il suo lavoro riesce a lasciare un segno o a dare un messaggio, non serve metterlo in discussione. Quelle di un artista sono capriole logiche, pennellate, linee e colori che hanno sempre qualcosa da raccontare. Ogni oggetto ha già la sua descrizione logica, che è basata sulle intenzioni di colui che  l’ha creata.

Quindi secondo te l’artista ha una missione precisa?

Penso che chi ha un dono, un talento, debba metterlo a disposizione degli altri. Credo che l’artista ha la possibilità di far vedere all’altro cose che l’altro da solo non riesce a vedere. Gli artisti prima di altri riescono a uscire dalla massa. Il loro compito è quello di trascinarsi dietro le persone affinché non siano o solo lupo o solo pecora, affinché escano dal branco. Comprendersi l’un l’altro, riponendo fiducia in quello che il nostro prossimo riesce a creare con il proprio dono, ci dà l’opportunità di capire che siamo tutti uguali, pur essendo in realtà molto diversi a livello fisico o mentale. Penso più che altro che siamo tutti unici, ognuno a modo suo. Ogni persona, l’artista ma anche chiunque altro, nel momento in cui riesce ad avere fiducia in se stesso e nelle sue capacità, deve trasmettere questa fiducia a chi gli è vicino. Certamente, bisogna sempre lottare per ciò in cui si crede e purtroppo la fiducia, o come preferisco chiamarla io, la fede, non basta. Serve l’azione nobile del lavoro e il  sudore; serve il coraggio ma soprattutto il rispetto delle doti altrui. Bisogna essere come un  globulo bianco: agire in silenzio altrimenti c’è il rischio che diventi la malattia, ovvero la massa di persone tutte omologate tra loro e sfiduciate nei confronti degli altri e nel futuro.

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Che consigli daresti ai tuoi coetanei?

Una volta avrei consigliato di leggere libri. Oggi i libri non sono più bellissimi come quelli di un tempo e quindi il mio consiglio è quello di cercare le parole giuste all’interno dei libri. Personalmente, mi hanno ispirato Leonardo Da Vinci e Bruce Lee. Leonardo è un personaggio in grado di insegnarci la nostra anatomia. Il mio consiglio è quello di studiare Da Vinci per capire ciò che non vediamo dentro noi stessi. Bruce Lee, invece, per me è il massimo esponente della fisicità e della praticità. Non bisogna avere paura di spingerci oltre quelli che noi crediamo essere nostri limiti. L’immaginazione, nel mio caso il disegno, o l’arte più in generale, possono insegnarci ad andare oltre le cose che vediamo davanti a noi. Un altro consiglio: non smettere mai di cercare quello per cui siamo nati; tutti noi abbiamo un talento, non rinunciare mai a tirarlo fuori. Prima o poi devi diventare ciò che sei nato per essere.

Tu ci credi nel Quoziente Giovani? Ovvero, l’entusiasmo che un giovane è in grado di mettere in quello che fa e che, se conservato dentro di noi, può davvero aiutare a cambiare il mondo?

Ci credo eccome, il bambino che è in me non mi molla mai. Il problema vero è che non sempre mi trovo in mezzo a bambini, intesi come quegli adulti in grado di conservare in sé il Quoziente Giovani. Forse anche per questo ho scelto il disegno per esprimere quello che sono e quello che ho dentro. Il disegno è il linguaggio più antico del mondo ed è il linguaggio dei bambini;  a volte alcune cose non si possono scrivere, meglio disegnarle!

Ultima curiosità, cos’è quel disegno che hai in mano?

Ho fatto un disegno per l’asta di beneficenza il cui ricavato andrà alle popolazioni colpite dal sisma di Amatrice. Sto cercando lo stand della Regione Lazio qui al Romics per consegnarlo.

 

 

@AntonellaMelito

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