Alessio Rupalti riceve il Premio Italia Giovane come miglior regista e produttore emergente

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di Diletta Primi Alessio Rupalti nasce a Genova nel 1986 e sin da bambino è attratto dal mondo del cinema. Questo interesse, negli anni, si trasforma in una vera e propria passione.
Si iscrive alla facoltà di Architettura, ma ben presto capisce che quello non è il suo mondo.
Decide dunque di abbandonare gli studi per intraprendere un percorso cinematografico professionale.
A Genova realizza i suoi primi cortometraggi per i quali ottiene nel 2011 il riconoscimento come Miglior Talento ligure e una lettera di congratulazioni dal Presidente della Repubblica di allora, Giorgio Napolitano.
Nell’autunno dello stesso anno, si trasferisce a Roma, dove inizia a collaborare con il maestro Pupi Avati, lavorando inizialmente come assistente alla regia, per arrivare poi a ricoprire il ruolo di secondo aiuto regista.
Nel 2015 riceve il Premio Italia Giovane per l’impegno profuso nella vita professionale nel campo della regia e della produzione.
Dopo tutte queste soddisfazioni professionali, Alessio adesso sta seguendo la produzione del cortometraggio Cercavo qualcos’altro, che viene richiesto continuamente da molti festival in giro per il mondo. Inoltre, sta ultimando la sceneggiatura del suo primo lungometraggio. Si tratta di una commedia ed è tratta da un libro. La vera battaglia, quindi, iniza ora con la ricerca di un produttore interessato ad aiutarlo nel suo esordio. Nonostante non sia un’impresa facile, Alessio è sicuro di sé e del suo lavoro, nel quale mette sempre la stessa passione che l’ha portato a raggiungere vette così alte.
Alla domanda su quale sia il suo sogno nel cassetto, Alessio risponde: “Il cinema stesso. Ho tirato fuori il mio sogno dal cassetto da ormai molto tempo. Avevo paura che lì dentro andasse dimenticato o rimanesse, appunto, solo un sogno. Così ho preso un treno per Roma e mi sono buttato. Il vero desiderio è quello di sentire un giorno gli applausi alla fine di un mio film; applausi spinti da quell’emozione che finora ho suscitato nel pubblico solo attraverso i miei piccoli, ma preziosi, progetti. Ecco cosa sogno: di far emozionare e di emozionarmi in grande!”

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