I Giovani Democratici, organizzazione giovanile del PD,votano Andrea Baldini alla coordinazione nazionale

0

Andrea Baldini, giovane romano di ventotto anni, laureato in scienze statistiche e dottorando al secondo anno in macroeconometria, è stato eletto coordinatore nazionale con incarico di reggente dei Giovani Democratici, organizzazione giovanile del PD.

Giovani Democratici viene ufficialmente costituita il 21 novembre 2008, contestualmente alle elezioni primarie per le Costituenti nazionale e regionali del movimento. Le consultazioni sono aperte ai giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni.

Andrea Baldini GDDal 20 luglio 2014, con le dimissioni del segretario Fausto Raciti, Andrea Baldini diventa il coordinatore nazionale e a lui viene da subito affidato il compito di rilanciare l’iniziativa politica dell’associazione e di guidarla verso la fase congressuale, tenutasi tra maggio e giugno del 2015.

”Serviva un passaggio politico che garantisse le basi comuni” spiega Andrea e promuove un rilancio fondato innanzitutto sulla riforma dell’organizzazione, a partire dalle regole interne di democrazia; poi, vuole ripristinare un rapporto di connessione tra il processo sociale e la propria capacità di rappresentanza.

I punti chiave della politica di Andrea si focalizzano essenzialmente sui giovani e sul loro futuro. Perciò vuole portare all’attenzione del governo alcuni punti di cambiamento proprio per le giovani generazioni e per farlo adotta il sostegno di una raccolta di firme politica.

Baldini è un ragazzo molto ambizioso e pare essere ciò di cui l’organizzazione abbia bisogno. È giovane, sì, ma ha alle spalle un’esperienza politica di lungo corso. Organizzò la ”Leopoldina giovanile” dichiarando che era giunta l’ora di ”tirare le orecchie ai loro compagni più grandi”.

Interviene, quindi, all’assemblea nazionale del PD dichiarando che la sua generazione debba assumere su di sé il compito di essere la chiave di volta della campagna elettorale. Ognuno deve dare il suo contributo, ognuno deve fare ancora più telefonate, ancora più porta a porta, ancora più volantinaggi.

È questa stessa generazione che per prima deve sentire il peso del momento storico che stiamo attraversando e deve, inoltre, avere l’ambizione di essere la soluzione a questa fase. ”Lo dobbiamo fare per il nostro futuro!” conclude Andrea.

Share.

Comments are closed.