Carmelo Barbagallo: dall’infanzia difficile all’elezione a segretario generale della UIL

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A conclusione del XVI Congresso Nazionale della UIL, tenutosi a Roma dal 19 al 21 novembre 2014, Carmelo Barbagallo è stato chiamato all’unanimità dal consiglio federale dell’organizzazione a succedere a Luigi Angeletti nella carica di Segretario Generale della confederazione.

In carica dal 21 novembre 2014, Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL, sessantasette anni, originario della Sicilia, si è approcciato alla carriera lavorativa sin da piccolo, all’età di otto anni.

Carmelo BarbagalloDopo cinque anni di lavoro minorile, un anno di lavoro nero e tre mesi di apprendistato, ottiene il primo contratto regolare per una concessionaria di auto, finché a quindici anni si alterna tra un barbiere, un pastificio, una cooperativa ittica, un magazzino di smaltimento postale e, infine, viene assunto come operaio specializzato alla Fiat nella sua città natale, Termini Imerese.

Quest’alternanza di lavori, di settori occupazionali e di rapporti contrattuali fra operai e padroni, ha permesso a Carmelo di acquisire quelle conoscenze che gli sarebbero state fondamentali quando, proprio alla Fiat, avrebbe iniziato la sua esperienza da sindacalista.

Il tratto distintivo di Barbagallo (sposato, con due figli e altrettanti nipoti) è sempre stato quello di non essersi mai tirato indietro di fronte alle battaglie civili in difesa della legalità e ciò l’ha reso più volte bersaglio della mafia. In particolare, dopo le parole pronunciate in occasione dei funerali del suo amico sindacalista della UIL, Domenico Geraci, assassinato a Caccamo nel 1998, diviene oggetto di gravissimi atti intimidatori. Già in precedenza, peraltro, un colpo di fucile era esploso nella sua abitazione lasciandolo miracolosamente incolume.

Nel giugno del 2000, con Luigi Angeletti segretario generale, Barbagallo è stato eletto nella segreteria confederale nazionale con delega all’organizzazione: in questa veste, a partire dalla Conferenza nazionale di Bellaria del 2012, ha ideato, progettato e avviato la riforma organizzativa della UIL, la cui completa attuazione si propone di generare la nascita di un più snello ed efficiente “sindacato a rete” al posto di un ”sindacato dei cittadini”. Questo significa il passaggio da un sistema basato solo su articolazioni ”orizzontali” (territori) e ”verticali” (categorie) ad un sistema ”a rete”, rafforzando i rapporti e le relazioni tra strutture.

L’ottica innovativa di Barbagallo trae la sua efficacia dalla realizzazione effettiva del cambiamento a favore dei lavoratori, dei pensionati e di tutti i cittadini. Un cambiamento e una modernizzazione che trovano l’espressione più evidente nelle sue esperienze lavorative e di vita, che lo hanno portato a maturare una particolare sensibilità e uno spiccato senso pratico. Pertanto, la UIL è il primo sindacato autorizzato a realizzare, su tutto il territorio nazionale, le procedure di conciliazione e mediazione.

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